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La valutazione dei modelli organizzativi: aspetti legali e sistemi di certificazione.

I punti di forza del D. Lgs. 231/2001 e le prospettive di riforma.
















L’elaborato approfondisce le modalità di valutazione dei modelli organizzativi previsti dal d. Lgs. 231/2001 (il Decreto), analizzando gli elementi normativi e la giurisprudenza nazionale, fornendo accenni di diritto comparato.

Si tratta di un argomento centrale per comprendere gli effetti concreti del Decreto sulle imprese e, più in generale, sugli enti giuridici.

La valutazione dei modelli organizzativi è avvenuta in modo asincrono tra giurisprudenza e mondo imprenditoriale. Questa è una delle ragioni che hanno determinato la difficoltà di applicazione dei Modelli organizzativi nelle imprese e, di converso, la scarsa contestazione giudiziale degli illeciti dipendenti da reato.

Il punto d’incontro tra i metodi di valutazione dei Modelli sono proprio i sistemi di gestione.

È emblematico il loro ruolo nella prevenzione dei reati colposi, specie con riferimento ai sistemi certificati, ossia conformi alle linee guida OHSAS e ISO. Il combinato disposto dell’art. 6 del Decreto e dell’art. 30 del D.L.gs. 81/2008 ha introdotto un paradigma per la valutazione dei Modelli.

In sintesi: l’idoneità dei Modelli a prevenire i reati colposi in tema di salute e sicurezza dei lavoratori è presunta se il sistema di gestione è certificato conforme alle linee guida tecniche. Queste ultime garantiscono la correttezza dei contenuti delle regole di prevenzione degli infortuni e delle malattie nei luoghi di lavoro. Ciò non è sufficiente per valutare positivamente il Modello. Oltre a ciò, devono essere previste le parti ulteriori richieste dal Decreto, tra le quali il sistema sanzionatorio, la nomina dell’Organismo di vigilanza, etc. Per questi aspetti, ulteriori rispetto al contenuto delle norme cautelari, non è prevista alcuna presunzione di conformità.

Il rinvio alle linee guida (es. OHSAS 18001) è sicuramente un ausilio per identificare i contenuti del protocollo sulla sicurezza dei lavoratori e, soprattutto, rappresenta il punto d’incontro con i sistemi di gestione, da tempo noti agli imprenditori e già attuati nelle aziende.

Questo paradigma di valutazione dei Modelli è stato introdotto dal Legislatore con Testo Unico Sicurezza del 2008 ed è stato rafforzato dalle interpretazioni della giurisprudenza e della dottrina, che dapprima hanno esteso il paradigma alla prevenzione dei reati colposi contro l’ambiente e, in seguito, lo hanno ampliato alla prevenzione di reati dolosi. Nella prevenzione dei reati contro la Pubblica Amministrazione si pensi al ruolo dei sistemi di gestione conformi alla norma ISO 37001, oppure a quello del regime di cooperative compliance tra amministrazione finanziaria e contribuente, ex D. Lgs. 128/2015, nella prevenzione dei reati tributari.

L’elaborato si conclude formulando proposte volte a fornire i canoni essenziali della valutazione dei Modelli organizzativi e della loro efficacia.

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