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Chanel perde in primo grado contro la registrazione Ue del marchio Huawei

In breve

L'incrocio delle famosissime C non è confondibile con le U intersecate neanche quando il simbolo viene ruotato



Il nuovo marchio europeo di Huawei non viola i diritti di esclusiva della Chanel. Non vi è rischio di confusione tra i due disegni che condividono graficamente la definizione di un'ellissi dovuta all'incroo di due lettere uguali che in un caso sono delle U e nell'altro delle C. Il Tribunale Ue, con la sentenza sulla causa T-44/20, nel respingere il ricorso della Chanel contro la registrazione del nuovo marchio da parte dell'ufficio europeo Euipo, ha precistao che i marchi devono essere comparati per come sono stati registrati o richiesti, senza modificare il loro orientamento. La Chanel sosteneva infatti, che l'ellissi orizzontale creata da Huawei con l'incrocio delle due U poteva essere proposta attraverso la sua rotazione come determinante un' ellissi verticale che è quella che caratterizza l'incrocio delle famose C della casa francese.

Il Tribunale afferma che non vi è comunque una similitudine tra i due simboli e ribadisce che appunto la registrazione avviene in base alla valutazione della loro identità o della loro somiglianza e soprattutto che i marchi "in conflitto" devono essere comparati nella forma nella quale sono registrati e richiesti, indipendentemente da qualsiasi eventuale rotazione nel loro uso sul mercato.

Contro la decisione del Tribunale, entro due mesi e dieci giorni a decorrere dalla data della sua notifica, Chanel può ricorrere alla Corte di giustizia dell'Unione europea, ma solo per motivi di diritto.

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